IV Edizione della Giornata dell’Udito. Roma 28 febbraio – 1 marzo 2019

L’Associazione Nazionale Sordi Onlus ha partecipato alla IV edizione della Giornata dell’Udito nelle giornate del 28 febbraio e 1 marzo, nella sede del Ministero della Salute a Roma dove si sono svolte riunioni, tavoli di lavoro con medici, associazioni, partner tecnici e sanitari. Nelle due giornate di lavoro abbiamo potuto esprimere la nostra opinione e contribuire alla realizzazione di un documento programmatico da sottoporre all’attenzione del Ministro Grillo.
Di seguito riportiamo le nostre proposte:

Istituzione di un Contratto di Rete con soggettività giuridica
La ANS propone di inserire nel protocollo di intesa la prefattibilità per promuovere e costituire un contratto di rete (con soggettività giuridica) tra le associazioni, finalizzato a organizzare in modo mirato tutta una serie di servizi da offrire ai cittadini audiolesi.
Una sorta di Incubatore dove rivendicare a livello istituzionale la esclusiva per la gestione dei servizi (anche fiscali) a favore di soggetti audiolesi, in quanto oggi subiscono passivamente l’applicazione di norme legislative e/o fiscali senza, spesso, poter bene capire quelle che possono essere le opportunità vigenti e poter esprimere i propri fabbisogni e/o contribuire alla risoluzione di problematiche afferenti la categoria.
Una evoluzione/innovazione del sistema associativo che attraverso la costituzione di un contratto di rete, potrà essere presente a livello nazionale (attraverso le associazioni aderenti) e elaborare quindi un modo nuovo di rapportarsi con gli audiolesi, interfacciandosi.
Non solo quindi assistenza “tradizionale” che si continuerà a svolgere come già avviene, ma più centri sparsi in tutto il territorio nazionale uniti da un unico “modus operandi” dove attraverso i più moderni ausili informatici saranno funzionali a velocizzare la comunicazione tra le parti, raccogliendo quindi pareri, proposte finalizzate a migliorare la qualità della vita dei tanti soggetti affetti da questa patologia.
Per la realizzazione di tale iniziativa occorre il sostegno finanziario del Governo e/o Regioni per l’acquisizione di tutto l’Hardware e Software necessario a rendere innovativa l’iniziativa.
Naturalmente tutti i centri, sparsi nel territorio nazionale (almeno uno per ogni provincia), saranno tra loro connessi con specifici sistemi di audio-video conferenza all’ uopo predisposti e dotati di sistemi di comunicazione aumentativa, sottotitolata.

Come se non esistesse l’assistente all’autonomia e comunicazione

(Fonte: Superando.it)

«Non si può ritenere – scrivono dall’ACA Sicilia (Associazione Regionale Assistenti all’Automomia e alla Comunicazione), a proposito di un recente annuncio del Governo – che la formazione di base dei docenti di sostegno sulla LIS (Lingua dei Segni Italiana) possa essere considerata un surrogato sufficiente per fare a meno dell’assistente all’autonomia e comunicazione, come se poche ore di una formazione di base potessero sostituire un corso di specializzazione professionale e dedicato». Per chiedere dunque chiarezza, la stessa ACA Sicilia manifesterà il 19 dicembre a Roma

Assistente all'autonomia e alla comunicazione insieme a un bimbo

Un’assistente all’autonomia e alla comunicazione insieme a un bimbo

Rispetto alle dichiarazioni rese recentemente in conferenza stampa [riprese anche da «Superando.it», N.d.R.], in occasione della presentazione del «primo ciclo di formazione per docenti di sostegno esperti in Lingua dei segni italiana (LIS)» il cui «avvio è stato formalizzato con la sottoscrizione e la presentazione di uno specifico Protocollo d’intesa firmato dai Ministri Lorenzo Fontana(Famiglia e Disabilità) e Marco Bussetti (Istruzione, Università e Ricerca)», con «l’obiettivo di formare docenti esperti e qualificati nella LIS e favorire la completa inclusione scolastica dei bambini sordi segnanti o comunque caratterizzati da deficit uditivi significativi», riteniamo essenziali alcune precisazioni, pretendendo che il Governo spieghi quanto accade.

La Legge 104/92  ha realizzato il modello di integrazione, divenuto inclusione, in favore dei ragazzi sordi nella scuola (ma anche per le altre disabilità), con l’inserimento della figura dell’assistente all’autonomia e comunicazione (oltre che, evidentemente, del docente di sostegno). Questa figura professionale ad alto profilo ha avuto il compito di colmare il vuoto in ordine alle competenze necessarie, per abbattere il muro della comunicazione verbale e consentire al sordo di essere per l’appunto incluso. E proprio mentre il “fresco” Decreto Legislativo 66/17 dello scorso anno si prefigge di definirne il profilo unico a livello nazionale, appare a dir poco anacronistico che una formazione, che può evidentemente essere soltanto di base (peraltro auspicata) al docente di sostegno, possa essere definita come «l’orizzonte inclusivo per lo studente sordo…», quasi che l’assistente all’autonomia e comunicazione non fosse mai esistito o non esistesse.

Pertanto la preoccupazione minima legittima è ritenere che la formazione di base dei docenti di sostegno sulla LIS possa essere considerata un surrogato sufficiente per fare a meno dell’assistente all’autonomia e comunicazione, come se poche ore di una formazione di base – certamente utile per avere un bacino di competenze complementari – potessero sostituire un corso di specializzazione professionale e dedicato.
Semmai, stimolando una dialettica concreta, il nostro Paese dovrebbe superare i limiti costituiti dalle competenze territoriali (Regioni, Comuni) che enormi difficoltà pongono, spesso ledendo il diritto allo studio di questi studenti: ritardi nell’assegnazione dell’assistente, inadeguatezza del numero di ore assegnate, per non parlare di un posizionamento professionale scandaloso per operatori in possesso di titoli ad alta specializzazione; e la Corte dei Conti ha già stigmatizzato tale situazione, affermando l’inadeguatezza del Ministero rispetto a tutto ciò.
Per chiedere dunque chiarezza su tutto ciò, saremo a Roma nella mattinata del 19 dicembre, per protestare davanti a Palazzo Montecitorio.

L’ACA Sicilia è l’Associazione Regionale Assistenti Autonomia e Comunicazione (aca.sicilia@libero.it).

Collocamento obbligatorio

(Fonte: Bocardi )
Il licenziamento dell’invalido, assunto in base alla normativa sul collocamento obbligatorio, è legittimo solo in presenza della perdita totale della capacità lavorativa.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7524 del 23 marzo 2017, si è occupata di un’interessante questione in materia di diritto del lavoro e di licenziamento del lavoratore disabile assunto sulla base della normativa sul collocamento obbligatorio (legge n. 104 del 1992).