Come se non esistesse l’assistente all’autonomia e comunicazione

(Fonte: Superando.it)

«Non si può ritenere – scrivono dall’ACA Sicilia (Associazione Regionale Assistenti all’Automomia e alla Comunicazione), a proposito di un recente annuncio del Governo – che la formazione di base dei docenti di sostegno sulla LIS (Lingua dei Segni Italiana) possa essere considerata un surrogato sufficiente per fare a meno dell’assistente all’autonomia e comunicazione, come se poche ore di una formazione di base potessero sostituire un corso di specializzazione professionale e dedicato». Per chiedere dunque chiarezza, la stessa ACA Sicilia manifesterà il 19 dicembre a Roma

Assistente all'autonomia e alla comunicazione insieme a un bimbo

Un’assistente all’autonomia e alla comunicazione insieme a un bimbo

Rispetto alle dichiarazioni rese recentemente in conferenza stampa [riprese anche da «Superando.it», N.d.R.], in occasione della presentazione del «primo ciclo di formazione per docenti di sostegno esperti in Lingua dei segni italiana (LIS)» il cui «avvio è stato formalizzato con la sottoscrizione e la presentazione di uno specifico Protocollo d’intesa firmato dai Ministri Lorenzo Fontana(Famiglia e Disabilità) e Marco Bussetti (Istruzione, Università e Ricerca)», con «l’obiettivo di formare docenti esperti e qualificati nella LIS e favorire la completa inclusione scolastica dei bambini sordi segnanti o comunque caratterizzati da deficit uditivi significativi», riteniamo essenziali alcune precisazioni, pretendendo che il Governo spieghi quanto accade.

La Legge 104/92  ha realizzato il modello di integrazione, divenuto inclusione, in favore dei ragazzi sordi nella scuola (ma anche per le altre disabilità), con l’inserimento della figura dell’assistente all’autonomia e comunicazione (oltre che, evidentemente, del docente di sostegno). Questa figura professionale ad alto profilo ha avuto il compito di colmare il vuoto in ordine alle competenze necessarie, per abbattere il muro della comunicazione verbale e consentire al sordo di essere per l’appunto incluso. E proprio mentre il “fresco” Decreto Legislativo 66/17 dello scorso anno si prefigge di definirne il profilo unico a livello nazionale, appare a dir poco anacronistico che una formazione, che può evidentemente essere soltanto di base (peraltro auspicata) al docente di sostegno, possa essere definita come «l’orizzonte inclusivo per lo studente sordo…», quasi che l’assistente all’autonomia e comunicazione non fosse mai esistito o non esistesse.

Pertanto la preoccupazione minima legittima è ritenere che la formazione di base dei docenti di sostegno sulla LIS possa essere considerata un surrogato sufficiente per fare a meno dell’assistente all’autonomia e comunicazione, come se poche ore di una formazione di base – certamente utile per avere un bacino di competenze complementari – potessero sostituire un corso di specializzazione professionale e dedicato.
Semmai, stimolando una dialettica concreta, il nostro Paese dovrebbe superare i limiti costituiti dalle competenze territoriali (Regioni, Comuni) che enormi difficoltà pongono, spesso ledendo il diritto allo studio di questi studenti: ritardi nell’assegnazione dell’assistente, inadeguatezza del numero di ore assegnate, per non parlare di un posizionamento professionale scandaloso per operatori in possesso di titoli ad alta specializzazione; e la Corte dei Conti ha già stigmatizzato tale situazione, affermando l’inadeguatezza del Ministero rispetto a tutto ciò.
Per chiedere dunque chiarezza su tutto ciò, saremo a Roma nella mattinata del 19 dicembre, per protestare davanti a Palazzo Montecitorio.

L’ACA Sicilia è l’Associazione Regionale Assistenti Autonomia e Comunicazione (aca.sicilia@libero.it).

Collocamento obbligatorio

(Fonte: Bocardi )
Il licenziamento dell’invalido, assunto in base alla normativa sul collocamento obbligatorio, è legittimo solo in presenza della perdita totale della capacità lavorativa.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7524 del 23 marzo 2017, si è occupata di un’interessante questione in materia di diritto del lavoro e di licenziamento del lavoratore disabile assunto sulla base della normativa sul collocamento obbligatorio (legge n. 104 del 1992).

Apertura banco alimentare

L’Associazione Nazionale Sordi onlus, allo scopo di assistere in maniera concreta la popolazione indigente presente sul territorio della provincia di Catanzaro ha stretto una convenzione operativa con il Banco alimentare Calabria Onlus, convenzione registrata con il n. 181412/0 diventandone di fatto la prima Associazione dei sordi, a livello nazionale, ad essere convenzionata. Il progetto ha l’obiettivo  di fornire assistenza in generi alimentari nei confronti di trenta famiglie indigenti del territorio e, per questo, ha già provveduto nella ricerca dei locali destinati alla distribuzione. Detti locali sono siti in Catanzaro alla via De Grazia al civico 37 e constano di due stanze, una adibita a deposito, con relativi banchi per l’immagazzinamento della merce e celle frigorifere ed una nella quale verrà effettuata la distribuzione. A brevissimo la sede sarà operativa e ne verrà data conferma ai nostri lettori.

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Dalla data della nostra fondazione abbiamo fornito servizi gratuiti a tutti i nostri associati e a chi ne avesse bisogno. Per fare ciò ci siamo autotassati ed abbiamo provveduto con le nostre forze a mantenere i servizi erogati.

Crediamo fortemente nella gratuità dei nostri servizi così tanto che anche le tessere associative sono gratuite. Pensiamo che il mondo possa essere migliore anche con questi piccoli gesti.

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Per questo motivo, in occasione della prossima dichiarazione dei redditi, ti chiediamo di fare un gesto concreto e gratuito scegliendoci come associazione a cui destinare il tuo 5 x mille.

il nostro codice fiscale che puoi inserire nella tua prossima dichiarazione dei redditi è: 97075840799

Grazie

1°Forum Nazionale dei sordi a Roma

L’Ans organizza l’importante evento  del “forum”, che si tratta un forum a livello nazionale per la prima volta della storia dei sordi, sul tema generale “Vivere la sordità sfide per l’inclusione e diritti di cittadinanza” che si svolgerà a Roma il 16 gennaio 2015 nei pressi della Camera dei Deputati, con l’alto patrocinio della  Presidenza della Camera dei Deputati e del Senato, con il seguente programma on line

reperto storico on line

reperto stampa on line

Invalidità civile

normativa

INVALIDITA’ CIVILE: la sordità.
La sordità
(aggiornato a gennaio 2018)

 

Legge 20 febbraio 2006, n. 95, articolo 1 comma 2: “… si considera sordo il minorato sensoriale dell’udito affetto da sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che gli abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio”

La definizione di persona “sorda” ai fini legislativi e legali ha ormai sostituito il termine “sordomuto”, cancellato dalla legge 95 del 20/02/2006.

La persona è ipoacusica se è affetta da una riduzione marcata delle capacità uditive, ma comunque, ai fini dell’invalidità civile e dei benefici connessi, di cui all’art. precedente, è “sorda” la persona che ha una grave riduzione delle capacità uditive che è insorta alla nascita o comunque in epoca evolutiva, impedendo di fatto una corretta acquisizione del linguaggio parlato.

Si considera esaurita l’età evolutiva dopo il compimento del 12° anno di età. Un deficit uditivo che insorge dopo i 12 anni si ritiene sia incapace di impedire la corretta acquisizione del linguaggio. Per questo, ai fini della concessione dei benefici, il compimento del 12° anno rappresenta una sorta di spartiacque.

Il riconoscimento di persona “Sorda” viene effettuato su domanda di un genitore o un legale rappresentante. Ma in realtà non esiste una età limite per presentare l’istanza ed è ammessa la possibilità di presentarla anche in età adulta, ma l’accoglimento è legato alla possibilità di dimostrare che il grave deficit uditivo è insorto prima del compimento del 12° anno di età.

La domanda deve essere presentata dopo il compimento del 1° anno di vita con modalità del tutto simili a quella dell’invalidità civile.

Quindi è necessario l’invio di un certificato con procedura telematica da un medico abilitato e dotato di PIN, con l’accortezza di specificare nel certificato stesso che viene redatto ai fini del riconoscimento della “sordità”. È un certificato redatto in regime di libera attività e quindi deve essere pagato; il medico dovrà anche applicare l’IVA, a carico del richiedente, in quanto si tratta di certificazione redatta a fini medico-legali.

Entro 90 giorni deve essere presentata la domanda, sempre per via telematica, attraverso l’assistenza “gratuita” di una associazione abilitata o di un Ente di Patronato.

In occasione della visita da parte della Commissione Medica si dovrà poi fornire tutta la documentazione medica adeguata, quindi esami audiometrici, impedenziometrie e quant’altro utile.

Il sordo ha diritto a prestazioni economiche, materialmente erogate dall’INPS, a benefici fiscali, ad esenzioni dal ticket sanitario e a fornitura di ausili specifici.

Benefici economici.
Indennità di comunicazione: € 256,79 per 12 mensilità nell’anno 2018 (nel 2017 € 255,79, nel 2016 € 254,39, nel 2015; € 252,20; nel 2014: € 251,22)

Istituita dalla legge 508/88, viene concessa al solo titolo della minorazione

Per identificare i requisiti sanitari per il godimento occorre fare alcune distinzioni.

Minore di 12 anni: spetta se ha una riduzione di capacità uditiva di almeno 60 decibel in media alle frequenze di 500, 1000 e 2000 Hz nell’orecchio migliore
Maggiore di 12 anni: spetta se ha una riduzione di capacità uditiva di almeno 75 decibel in media alle frequenze di 500, 1000 e 2000 Hz nell’orecchio migliore e se dimostra che il deficit uditivo è insorto prima del compimento del 12° anno di età.
È incompatibile con l’Indennità di Frequenza dei minori di 18 anni.

È indipendente dall’età.

È compatibile con l’Indennità di Accompagnamento di ciechi ed invalidi civili.

È erogata indipendentemente dal reddito.

Spetta anche in caso di ricovero a titolo gratuito con retta interamente a carico di Ente Pubblico.

Sul diritto ad indennità di comunicazione mi pare opportuno segnalare la sentenza della Suprema Corte di Cassazione, sezione Lavoro, n. 22290 depositata il 21/10/2014. In questa sentenza viene sostanzialmente ribadito che l’indennità di comunicazione viene erogata al solo titolo della condizione di sordo prelinguale e non importa se dopo il compimento del 12° anno di età il soggetto richiedente ha acquisito una buona capacità di comunicazione verbale.

La Suprema Corte di Cassazione infatti afferma che: ” … il fatto costitutivo del diritto è che la sordità, essendo stata contratta prima dell’apprendimento del linguaggio, ha impedito di acquisirlo secondo il processo normale. In altri termini, il riferimento alla fase di apprendimento del linguaggio, ricollegando la prestazione alla circostanza che in questa fase medesima si siano verificate delle difficoltà rispetto all’iter normale, sta a significare che devesi avere riguardo ad un fatto pregresso, mentre sarebbe incongruo richiedere al soggetto adulto che inoltra la domanda, la persistenza della difficoltà nella fase di apprendimento del linguaggio parlato, perché questa fase per l’adulto è ormai definitivamente terminata. La prestazione pertanto spetta in tutti i casi in cui detto processo di apprendimento, a causa della minorazione, non abbia seguito il suo normale svolgimento, ancorché al momento della domanda di ‘ prestazione si constati l’avvenuta acquisizione di una utile capacità di comunicazione verbale…”.

C’è da chiarire ancora che le sentenze della Corte di Cassazione non sono leggi, quindi le Commissioni non hanno l’obbligo di seguirne le indicazioni e neppure sono sottoposte a sanzioni se non ne applicano i principi. In ogni caso però tali indicazioni possono esere fatte valere in sede di ricorso giudiziario.

Pensione ai sordi (ex sordomuti): € 282,55 per 13 mensilità nell’anno 2018 (nel 2017 € 279,47, uguale al 2016 e al 2015, nel 2014: € 278,91).

A questo va aggiunto l’aumento previsto dall’articolo 70, comma 6, della legge 388/2000, Finanziaria 2001, per il 2016 di € 10,33 (totale quindi € 289,70), ma solo se nel 2015 il pensionato non ha superato il reddito di € 5.959,20 se solo, ed € 12.483,77 se coniugato.

Viene erogata dall’INPS e spetta ai “sordi” come definiti dalla legge 20 febbraio 2006 n. 95, purchè:

maggiori di 18 anni e minori di 65 anni e 7 mesi (da gennaio 2016);
il reddito percepito nell’anno precedente sia stato inferiore al limite stabilito annualmente per legge che per il 2018, reddito 2017, è pari ad € 16.664,36 (nel 2017 € 16.532,10, uguale al 2016 e al 2015, redditi 2014 è uguale; per il 2014, redditi 2013 ==> 16.449,85).
E’ incompatibile con prestazioni analoghe erogate ad altro titolo.

La pensione, al compimento dei 65 anni e 7 mesi di età si trasforma in pensione sociale.

Il “sordo” e i familiari, se si tratta di soggetto fiscalmente a carico, godono di numerose agevolazioni fiscali, ma l’enunciazione è complessa, per cui consiglio di consultare questa pagina del sito Handylex.org, ben fatta ed esaustiva → http://www.handylex.org/cgi-bin/hl3/cat.pl?v=a&d=h&c=9900

Il soggetto riconosciuto “sordo” ha diritto anche ad esenzione dal Ticket per farmaci e prestazioni specialistiche o di diagnostica e a fornitura gratuita di protesi ed ausili.

“Gli abbonati sordi e gli abbonati nel cui nucleo familiare sia presente un soggetto sordo sono esentati dal pagamento del canone per la linea telefonica di categoria residenziale. Con riferimento ai servizi di telefonia mobile, gli utenti sordi hanno diritto ad usufruire di un’offerta specifica che comprenda l’invio gratuito di almeno 50 Sms e che preveda che il prezzo di ciascun servizio sia il miglior prezzo applicato dall’operatore, anche nell’ambito delle promozioni. ” (fonte: AGENAS 07/01/2018)

Siti di riferimento:

www.handylex.org